Medicine alternative, sanità  pubblica – Un intervento pubblicato sul quotidiano Il Centro del 6 dicembre 2006

03/12/2006 0 Di Un marziano

L’Abruzzo – quello che comanda – ha decretato la “scomparsa” dell’unico centro di cardiologia perinatale della regione, all’ospedale di Chieti. Quindi, piccole creature affette da gravi problemi sono condannate a interminabili – e costosi – “viaggi della speranza”.

Nello stesso tempo, Verdi e DS promuovono ben due progetti di legge regionale per il “riconoscimento giuridico” delle “medicine alternative”, cioè “fiori di bach”, “fitoterapia”, medicine orientaleggianti e quant’altro.

Dunque si vuole includere nella sanità  pubblica – perchè di questo si tratta – pratiche esoteriche di dubbia validità  scientifica. Perchè?

La prima risposta potrebbe essere di natura economica: il “giro d’affari” di pozioni, intrugli, impacchi e massaggistica varia è molto consistente. Sarebbe un peccato lasciarlo in mano altrui. Meglio attrarlo nell’orbita della gestione istituzionale (fondi, percorsi di formazione, cattedre … insomma, un ulteriore tassello della gestione del potere locale).

Magari fosse così, perchè almeno saremmo di fronte solo all’ennesima “furbata” priva di “adesione culturale” (fiori di bach o di Mozart, poco importa…) che, prima o poi, sarebbe finita sul tavolo di qualche procura della Repubblica per i soliti capi di imputazione.

Purtroppo quello che si profila non è il trionfo del malaffare (non in prima battuta, perlomeno) ma a quello della superstizione, che specula sulla condizione di chi, affetto da un malanno anche grave, sarebbe disposto a fare qualsiasi cosa per guarire.

A questo punto, mi aspetto una prossima iniziativa legislativa per introdurre nei consultori, a fianco di psicologi e assistenti sociali, anche fattucchiere, lettori di mano e tarocchi, e astrologame vario.

E allora si, che avremo una sanità  veramente al passo con i tempi… andati.