Una risposta all’intervento dell’avv. Marcello Russo, pubblicato su Il Centro del 18 agosto 2008
Gentile Direttore,
Vorrei commentare l’intervento dell’avvocato Russo pubblicato il 18 agosto sul suo quotidiano, con il titolo “Caso Abruzzo, tre mosse per uscire dalla crisi”.
Correttamente l’avv. Russo disegna il circolo vizioso nel quale è entrata la politica – non solo – regionale e altrettanto condivisibilmente, non si “scandalizza” più di tanto di fronte alle miserie umane che caratterizzano elezioni e nomine amministrative.
Mi paiono “fuori centro” , invece, le sue conclusioni.
Se (labile) speranza di riscatto c’è per questa Regione, passa per una scelta di legalità dei cittadini e non per l’ennesima farsa di primarie, candidature tecniche e via discorrendo.
In altri termini, fino a quando le persone continueranno a dimenticare che in politica sono i Cittadini (la maiuscola non è casuale) a contare, i politici (la minuscola non è casuale) continueranno a fare e disfare come meglio credono. Dunque, diamo per scontato che candidati e parastato regionale non saranno certamente i migliori. Ma nello stesso tempo, cominciamo a esercitare la funzione di “controllo dei controllori”, chiedendo conto a chi ci governa delle cose fatte e di quelle non fatte, evitando di farsi confondere dalla retorica vuota e imbonitrice tanto in voga da queste parti.
Il problema serio, tuttavia, è che per fare fino in fondo il Cittadino, ci vuole senso civico, che è una merce molto rara.
Mi sembra francamente impensabile che gli Abruzzesi comincino in blocco a rifiutare logiche clientelari e a non basare le loro scelte elettorali sulla base del vantaggio (spessissimo sol virtuale) che deriva dal votare tizio o caio.
Per concludere, mi pare evidente che il problema della politica riguardi scelte di etica pubblica che non siamo ancora in grado di compiere.
Andrea Monti – avvocato