Il sonno della ragione, i mostri e il Comune di Avezzano

07/03/2008 6 Di Un marziano

Sembra – il condizionale è d’obbligo – che il Comune di Avezzano sia scosso in queste ore da una polemica innescata dalla concessione di uno spazio istituzionale per un convegno negazionista (la aberrante e inaccettabile “corrente culturale” che nega l’esistenza dell’olocausto). Sembra pure che – come già  successo all’università  di Teramo qualche tempo fa, non so se con lo stesso relatore – lo spazio inizialmente concesso sia stato, o stia per essere negato.

Sgombro immediatamente il campo da un possibile equivoco: sono “contro” senza “se” e senza “ma” il negazionismo. E’ una dottrina inaccettabile, priva di fondamento e vergognosa. E ogni occasione in cui qualcuno prova a sostenerla, dovrebbe essere sfruttata per darle ciò che merita, svergognandola e ridicolizzandola… se si hanno le capacità  per farlo.

E proprio qui il punto dolente: mentre i sostenitori delle tesi più vigliacche si preparano attentamente per spargere il loro veleno, dall’altro lato spesso manca la preparazione e il coraggio per affrontare a viso aperto certe blasfemie e smascherarle per quelle che sono.

Cercare di ridurre al silenzio con la forza chi le sostiene, significa trasformare costoro in “martiri del libero pensiero”.

Estirpare queste convinzioni maleodoranti con la forza della ragione e della cultura significa mettere le persone in condizione di non essere subdolamente contagiate dal male.

p.s. Il discorso sarebbe lungo, complesso e fuori dagli obiettivi di questo spazio. Ma non posso evitare di dire che se certa spazzatura ideologica è ancora in giro, è anche colpa del fatto che oramai – specie grazie alla barbarie televisiva – si può sostenere impunemente tutto e il contrario di tutto, o che tutto “è”  il contrario di tutto.

Per ogni tesi che gli innumerevoli programmi televisivi ci propinano, ce ne è sempre una contraria, che viene presentata come il simmetrico dell’altra e dunque di pari dignità . A volte è così, ma altre volte – come nel caso del negazionismo – no. E allora non si può, in nome di una mal compresa libertà  di pensiero, omogeneizzare qualsiasi differenza culturale, azzerando valori e verità  storiche.