Una risposta a Walter Caporale (Verdi) sulla proposta di legge sulle medicine alternative, inviata al quotidiano Il Centro il 7 dicembre 2006
Redazione de Il Centro,
cc CICAP – Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul
Paranormale
Gentili signori,
Ho letto, con sopresa e perplessita’, la risposta di Walter Caporale (VERDI) sul mio intervento relativo alla proposta di legge sulla legalizzazione delle medicine alternative.
Prendo atto che la notizia della chiusura del centro di cardiologia perinatale viene “liquidata” con una semplice “attestazione di solidarieta’”. Mi sarei aspettato un’ondata di sdegno e (almeno) una promessa di impegno per risolvere la indegna situazione, ma tant’e’.
Nel merito delle argomentazioni a favore delle medicine “a base di superstizione” è un “non argomento” quello secondo cui “siccome gli altri lo fanno, allora lo facciamo anche noi”: il fatto che tutti i topi seguano il pifferaio magico – come dimostra la fine della storia – non vuol dire che era bene “starlo a sentire”.
Quanto al discorso sulla “formazione triennale”, “monte ore” ecc. ecc. come strumento per garantire la “qualita’” degli operatori, mi pare che si stia agitando il cane per la coda.
Le “medicine a base di superstizione” non hanno fondamento scientifico e fino a quando lo stato di fatto non cambia, pensare di spendere soldi pubblici ed energie politiche per formare “magari” e “guaritori” mi sembra veramente bizzarro. Ma, lo concedo, non sarebbe la bizzarria peggiore di questi ultimi tempi.
Andrea Monti – avvocato