Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

06/07/2013

Live Report: MarkWorldNight 2013

Archiviato sotto: Live Report

Recensione pubblicata da Rockol.it – le foto sono disponibili sulla Gallery

Una serata che prometteva molto, ma che ha mantenuto poco. Il programma della manifestazione copriva un ampio spettro di generi, dalla musica acustica al prog, passando per il blues, il jazz e la fusion e alcuni degli artisti – fra tutti il chitarrista americano Dean Brown – lasciavano immaginare una serata scintillante. In realtà questo non è accaduto e il concerto è stato, sostanzialmente noioso e piatto, addirittura con un paio di artisti che hanno suonato da soli facendosi supportare dalle basi, come se stessero facendo una dimostrazione di strumenti al Namm o alla MusikMesse.
Parlando di musica, la presenza costante della serata è stata quella di Lucio Dalla, le cui canzoni erano a repertorio del Bassvoice Project, con una buona performance del bassista campano Pippo Matino e della cantante Silvia Barba e del trio The Dream of Butterfly (Jole Maddalena (voice & colours), Riccardo Damiani (basso acustico) e Sally Cangiano (chitarra acustica) che hanno eseguito anche cover di Michael Jackson come “Beat it” e dei Supertramp “Breakfast in America”. Sicuramente buona la prestazione del chitarrista acustico Paolo Giordano, anch’egli legato al nome del cantante bolognese per avere partecipato nel 1992 al Tour “Cambio”. Decorosa, ma condizionata probabilmente dall’emozione, l’esibizione del Vocal Ensemble del Conservatorio di Pescara diretto dal maestro Angelo Valori. Francamente deludente, invece, la musica dello special guest, Dean Brown, che accompagnato da una sezione ritmica composta da musicisti locali, non si è impegnato piu’ di tanto. Frasi e lick banali, molte smorfie sul palco, ma poca intensità e feeling.

Noiosa e cervellotica, infine, la prestazione della Marco Sfogli Band – il cui band leader ha inciso nel 2005 con James Labrie – che ha suonato in stile prog-metal ma senza far sentire nulla di realmente nuovo (d’altra parte, dopo i Dream Theater, sarebbe difficile per chiunque riuscire nell’impresa). In conclusione, le parti migliori della serata sono state quelle caratterizzate dalle canzoni, mentre le esecuzioni strumentali sono state caratterizzate da tante note, ma da poca musica.
(Andrea Monti)

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