Nuova Pescara e vecchi campanili
Siamo nel 2026, si parla di federare i Paesi della UE per creare un unico soggetto politico che possa competere con USA, Russia e Cina, e invece le due “megacity” abruzzesi, Spoltore e Montesilvano ostacolano il progetto Nuova Pescara. Il tutto, con buona pace della realtà attuale —uno spazio urbano oramai di fatto fuso e integrato— e di quella desiderabile —una fusione ancora più estrema, con Chieti.
Onestamente, non so quanto di questa opposizione sia motivata dal sincero senso di appartenenza al proprio campanile, e quanto dall’interessata preoccupazione dei partiti di perdere poltrone e cadreghe da gestire (vuoi mettere esprimere un sindaco invece di un presidente di circoscrizione!).
Sia come sia, l’effetto pratico è la conservazione dello stato di irrilevanza dell’Abruzzo (con L’Aquila che torna a dormire sonni tranquilli).