Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

04/12/2009

Lo scandalo silenzioso degli esami da avvocato

Un effetto poco pubblicizzato del terremoto aquilano è il sostanziale rallentamento – per non dire di peggio – del funzionamento della giustizia in Abruzzo. Gli uffici giudiziari sono stati “rilocalizzati” in sedi inadatte, scomode e non funzionali. Gli avvocati (per la maggior parte, oltre l’ottanta percento, provenienti dalla costa) sono costretti a lavorare in condizioni inaccettabili. Non ci sono stime concrete sull’effettiva durata dei processi e – per quelli penali – non si sa bene quanti cadranno in prescrizione.

E come se non bastasse, anche i giovani colleghi che fra un paio di settimane dovranno sostenere l’esame per l’abilitazione alla professione sono stati costretti a passare tre giorni in alloggi rimediati (la Caserma della Guardia di Finanza) o fare i pendolari (con evidenti dissagi e rischi), nonstante gli Ordini professionali avessero chiesto – in via eccezionale, ma senza successo – di spostare la sede in un luogo meno disagiato.

La soluzione sarebbe stata semplice: istituire la sezione staccata della Corte d’appello a Pescara o – quantomeno – distaccarla temporaneamente, fino a quando gli uffici giudiziari non fossero tornati alla funzionalità piena. Ma non è stato fatto per la feroce opposizione dei politici aquilani, che hanno accusato chi si preoccupava di far funzionare (o meglio, di non peggiorare) lo stato della giustizia in Abruzzo di fare sciacallaggio.

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