Vaccini e autismo. Non possono essere i giudici a decidere sulla scienza

18/06/2016 1 Di marziano

Decidendo sul ricorso contro una sentenza della Corte d’appello de L’Aquila che rigettava la richiesta di risarcimento per “autismo da vaccino”, la Corte di cassazione ha confermato che non c’è relazione fra il farsi vaccinare e lo sviluppo di questa patologia.

E’ una buona notizia?

Si, per quanto riguarda il caso specifico: dopo la sentenza i sostenitori di questa teoria bislacca dovrebbero finalmente accettare l’infondatezza del loro “credo”.

No, in termini più generali. Che non ci fosse relazione fra i vaccini e l’autismo era già  stato chiaramente affermato dalla comunità  scientifica. Che l’isteria anti-vaccino fosse stata provocata da una pubblicazione scientifica poi rivelatasi sbagliata, anche. Ma in un paese popolato da cittadini dotati di un minimo di spirito critico non sarebbe stato necessario rivolgersi a un giudice per avere un parere su una questione scientifica.

Sarebbe come chiedere a un fisico nucleare se sia giusto piantare orzo piuttosto che piselli in un terreno con certe caratteristiche agronomiche. Per rispondere, il fisico nucleare dovrebbe chiedere un parere a un esperto del settore. E proprio questo è il paradosso della sentenza “pro vaccini”: per decidere sulla loro pericolosità , i giudici della Corte d’appello si sono affidati – guarda che strano – a dei medici.

Ne supra crepidam, sutor.