Ancora sulla senatrice Chiavaroli e la corte d’appello che non verrà  mai a Pescara

01/03/2016 1 Di marziano

La lettera che ho scritto a Il Centro sulle dichiarazioni del sottosegretario alla giustizia Federica Chiavaroli (nativa di Penne), ha suscitato le scomposte reazioni – pubblicate anch’esse dal giornale – di un avvocato aquilano che mi accusa di sostenere tesi ridicole e campanilistiche. Classica reazione di chi, non avendo argomenti, cerca di spostare la discussione sull’insulto in modo da far dimenticare il tema del confronto: se abbia ancora senso lasciare la corte d’appello a L’Aquila e  – più in generale – se abbia ancora senso che L’Aquila sia ancora il capoluogo di regione.

Ora, leggendo della visita della senatrice Chiavaroli al tribunale di Pescara, ho inviato questo ulteriore commento al giornale:

Signor Direttore,
Leggo, sul quotidiano che dirige, che la senatrice Chiavaroli ha fatto visita al tribunale di Pescara.
Ovviamente, viste le precedenti dichiarazioni aquilane, la senatrice non ha detto una parola sulla (im)possibilità  di avere la corte d’appello a Pescara. Questo conferma implicitamente la sua scelta di non sostenere le migliaia di avvocati abruzzesi che plurisettimanalmente sono costretti al pericoloso e antieconomico pellegrinaggio verso L’Aquila.
Nemmeno una parola invece, da quanto leggo, sul pietoso stato nel quale versa il palazzo di giustizia pescarese, ancora transennato per questioni di sicurezza.
Grazie per l’attenzione.
Andrea Monti