Il mare inquinato e la fine del PD pescarese (Alessandrini incluso)

17/02/2016 2 Di marziano

Salvo miracoli divini o normativi (tipo, “innalzamento della concentrazione di colibatteri nell’acqua” stile atrazina di donatccatiniana memoria) la stagione balneare 2016 è condannata e la responsabilità  prossima per la mancata soluzione del problema è chiaramente del PD e di Alessandrini. Ovviamente, questo non è vero in termini più ampi perché stiamo pagando decenni di incapacità  o – peggio – stupida connivenza amministrativa di un’intera classe dirigente che fra errori e disinteresse ha lasciato che si arrivasse a questo punto, ma si sa che in politica la colpa è sempre dell’ultimo arrivato, di quello che rimane con il cerino in mano.

La destra gongola nell’essere all’opposizione in un momento del genere, convinti come sono che il problema dell’inquinamento sia irrisolvibile e dunque gioiosi nel non doversi prendere loro la responsabilità  del fallimento. Avendo una giunta con una visione chiara delle cose, questa situazione sarebbe l’opportunità  per la giunta Alessandrini di dimostrare a cittadini e avversari politici di avere il “nerbo” per poter risolvere il grave problema, guadagnandosi in modo praticamente certo la rielezione. Oppure, in un calcolo politico spregiudicato, la giunta Alessandrini potrebbe imbarcare i più “rumorosi” oppositori, dar loro spazio e così estendere a loro il fallimento del tentativo di risanamento ambientale.

Ma tutto questo non andrà  avanti, perché nel “meraviglioso mondo” del Comune di Pescara non sta succedendo nulla. Quello del fiume inquinato, della stagione turistica compromessa e dell’incapacità  di reagire sono solo brutti sogni che, come tutti i brutti sogni, verranno scacciati dall’odore del caffè appena fatto e del cornetto fresco, al risveglio mattutino…