La tragica semplicità  del caso Alessandrini e della delibera nascosta

06/10/2015 1 Di marziano

I fatti sono evidenti:

  • la legge prevede che in caso di superamento dei limiti di inquinamento del mare deva essere emanato il divieto di balneazione,
  • la legge non lascia “margini di manovra” agli amministratori pubblici per decidere se emettere o no il divieto di balneazione,
  • il divieto di balneazione era stato emesso quindi il mare non era balneabile,
  • omettere di rendere pubblico il divieto di balneazione è stato un atto contro la legge.

Il sindaco di Pescara, Alessandrini, si è difeso sostenendo:

  • sapevo – o mi avevano garantito – che la situazione si sarebbe risolta da sola in un paio di giorni,
  • non ho fatto male a nessuno,
  • mica stiamo parlando del virus Ebola,
  • ho seguito una prassi già  esistente.

Questi argomenti sono giuridicamente irrilevanti e sembrano, piuttosto, il frutto del tentativo di appellarsi a un “senso comune” che considera la legge una cosa da disapplicare quando serve.