Alessandrini, l’acqua sporca e l’inerzia dei pescaresi

16/08/2015 0 Di marziano

Nessuno pagherà  per la mancata pubblicizzazione dell’ordinanza di divieto di balneazione resa necessaria (ma tenuta nascosta dall’amministrazione comunale) per lo sversamento di liquami nel fiume Pescara dello scorso 28 luglio.

Non pagherà  il responsabile della (non)manutenzione della rete fognaria.

Non pagheranno i responsabili dell’inquinamento del fiume.

Non pagherà  il sindaco Alessandrini o chi, per lui, avrebbe dovuto rendere pubblico il divieto di balneazione e non lo ha fatto.

E quando dico “non pagherà ” intendo “non pagherà ” in senso tecnico-giuridico.

A tutto voler concedere, infatti, posto che l’inchiesta della Procura della Repubblica di Pescara  non venga archiviata, posto che il processo non si prescriva, posto che non venga dichiarata la particolare “tenuità ” del fatto, posto che – come nel caso di Bussi –  venga affermato che non ci sono prove delle conseguenze negative per la salute dei cittadini, posto che il processo si concluda con una condanna (in Cassazione, ovviamente), e posto, dunque, che venga emanata una condanna definitiva, di effetti pratici non ce ne sarebbero.

La pena potrebbe essere al di sotto dei due anni (e dunque ampiamente “gestibile” in termini di condizionale) e se anche fosse più pesante ci sarebbero altri “rimedi premiali” in fase di esecuzione, non ci sarebbero effetti sulle carriere politiche e professionali dei soggetti coinvolti, nessuno si ricorderà , dopo qualche anno dell’accaduto e gli stessi soggetti si candideranno a governare le istituzioni locali o amministrare le municipalizzate.

Ancora una volta, mi domando cosa occorra per provocare un sincero risveglio della coscienza civica di questa città .