Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

26/06/2015

L’ipocrisia della Corte di cassazione

Archiviato sotto: Il potere,Vita forense

Secondo i vertici della Corte di cassazione, l’enorme numero di ricorsi pendenti sta paralizzando il suo funzionamento.

Dunque così nasce «la proposta di sopprimere la garanzia del ricorso per Cassazione contro tutte le sentenze dei giudici di merito» con l’obiettivo di «ricondurre la Corte nell’alveo delle sue funzioni di giudice di legittimità e garantire una risposta di giustizia di qualità che i grandi numeri non sono assolutamente in grado di dare». «L’assedio alla Corte», gli fa eco il procuratore generale Ciccolo, deve trovare «soluzioni di immediata applicabilità e la via maestra è «restringere l’ambito del ricorribile» escludendo le questioni «prive di valenza generale»

Dunque, invece di lavorare per una giustizia migliore nei primi due gradi di giudizio, la proposta della Cassazione è limitare la possibilità per il cittadino di difendersi fino in fondo, addirittura modificando la Costituzione per eliminare il principio dei tre gradi di giudizio.

Non sarebbe meglio gestire in modo più corretto processi e scrivere sentenze meno “attaccabili, alzando il livello qualitativo dei magistrati e – soprattutto – quello di pubblici ministeri e giudici onorari? In sintesi: processi meno “arbitrari” ed elevata capacità di chi detiene il potere di decidere potrebbero ottenere lo stesso risultato di “salvare” la Cassazione, senza buttare a mare i diritti delle persone.

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