Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

10/06/2013

Live Report: Berlin, Gottlieb, Zifarelli, Sinagra

Archiviato sotto: Live Report

Recensione pubblicata da Rockol.it

Un buon concerto quello di Jeff Berlin e sodali. Che sarebbe stato eccellente se ci fosse stato più tempo per provare (ne è un indizio il fatto che durante il check del pomeriggio gli artisti si sono concentrati più sui suoni che sui pezzi, visto che l’acustica dell’auditorium non era esattamente la più adatta per il sound elettrico). In alcuni momenti – vedi “Come together”, per esempio – l’interplay fra i musicisti era molto buono, ma in altri si percepiva chiaramente l’assenza dell’orchestrazione dei pezzi . Questo è stato particolarmente evidente nella sezione ritimica, dove la presenza contemporanea di Beth e Danny Gottlieb affollava eccessivamente lo spazio sonoro trasmettendo una sensazione di confusione. Notevole il lavoro di tessitura armonica della chitarra di Rocco Zifarelli che ha sostenuto bene i pezzi nei soli di basso, e i cui interventi – quando erano su progressioni a lui familiari – sono stati eccellenti. Veniamo ora alla serata. Costituito per l’occasione (a margine di un clinic per gli studenti del Conservatorio) il quartetto era composto da Jeff Berlin (basso), Rocco Zifarelli (chitarra), Danny Gottlieb (batteria), Beth Gottlieb (percussioni), con special guest la cantante argentina Gabriela Sinagra. La serata è stata a base di standard, con l’apertura caratterizzata da Berlin e Gottlieb che cominciano a giocare sulla suoneria di un cellulare lasciato improvvidamente acceso, e che magicamente diventa “Solar”, di Miles Davis. Segue “Falling grace”, di Steve Swallow, il cui tema è eseguito dal solo basso di Jeff Berlin e poi un pezzo di Wayne Shorter nel quale sale sul palco Beth Gottlieb (moglie di Danny) alle percussioni. “No more blues” è affidata alla voce della Sinagra, che oltre a cantare ha ulteriormente rinforzato la sezione ritmica. La serata è proseguita all’insegna del jazz con “Invitation”, “San Thomas” di Sonny Rollins, per poi virare verso il pop con la già citata cover dei Beatles, che Zifarelli ha interpretato con suoni di estrazione quasi hendrixiana. In assoluto, il pezzo più bello della serata è stato l’Inno di Mameli, che Berlin ha interpretato da solo, con un arrangiamento stupendo e filologicamente rigoroso e riscuotendo l’applauso più partecipato del pubblico. Il concerto si è chiuso con un pezzo di Pat Metheny, “James”, in onore di Danny Gottlieb che fu il primo batterista del Pat Metheny Group. Una nota di colore è stato il richiamo di Jeff Berlin a quella parte di pubblico che se ne stava andando mentre i musicisti erano rientrati per il bis: “Hey” – li ha apostrofati – “it’s not over’”. Un’occasione persa, per il pubblico pescarese, di non sfigurare.

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