Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

17/01/2008

Abruzzo dei parchi o del petrolchimico? Da Porto Marghera alla Regione verde (vomito) d’Europa

Archiviato sotto: Un filo d'aria,Una bella impresa...

Alle 17,30 del prossimo 19 febbraio a Francavilla, Palazzo Sirena, un incontro dibattito si occuperà del “regalino” che politici e “imprese” ci stanno confezionando.

A chi non è familiare con il tema, consiglio la lettura del libro La fabbrica dei veleni, scritto da Felice Casson, il magistrato che sostenne (con successo) la pubblica accusa contro la Montedison per l’impiego di sostanze cancerogene nei suoi impiani veneti.

Questo è il comunicato stampa della conferenza.

Da Los Angeles per difendere l’Abruzzo

Un’abruzzese doc, Maria Rita D’Orsogna, docente alla California State University at Northridge e una delle tante intelligenze italiane costrette a lavorare all’estero, torna nella sua terra, appositamente per dare un contributo decisivo affinché il Centro Oli -un insediamento insalubre di prima classe- non venga costruito ad Ortona, sulle colline del Montepulciano, a poche centinaia di metri dal mare, nel mezzo della costa Teatina, la stessa costa che veniva inserita tra le Aree di reperimento prioritarie con l’ articolo 4 della L. 8 ottobre 1997, n°344, individuato dall’art. 34, comma 6. della Legge Quadro sulle Aree Protette, L.6 dicembre 1991 n° 394 (aree, queste, sulle quali si prevedeva di istituire Parchi Nazionali o Riserve); con la legge n. 93 del 2001 articolo 8, comma 3, il Parlamento decise di istituire il Parco nazionale della Costa teatina su richiesta della passata giunta reg. di centro sinistra, ma il cambio di casacca bloccò tutto l’iter ed ora si riparte con una lentezza burocratica titanica che lascerà molto poco da proteggere, se mai arriverà il Parco.

Attraverso un ciclo di conferenze che toccherà le città di Lanciano, Vasto, Chieti, Pescara, Francavilla e Ortona, la dottoressa D’Orsogna, insieme ad altri scienziati, medici, esperti di settore parlerà alla gente ed ai rappresentanti istituzionali della politica.
Abruzzo dei Parchi o del Petrolchimico, questo il titolo degli incontri.
L’Italia non può vivere in una situazione di eterna emergenza e nel nome di questa tollerare decisioni che possano arrecare danno alla salute (ricordiamo a proposito l’articolo 32 della Costituzione Italiana: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo) e, sempre nel nome di questa emergenza, non si possono accettare soluzioni dannose per un’economia basata su di una tradizione consolidata, che andrebbe a cozzare-come già ampiamente spiegato- con un desulfurizzatore.
Bisogna iniziare ad investire seriamente sulle nuove tecnologie, sulle fonti rinnovabili, sul risparmio energetico, sugli italiani doc come la D’Orsogna.

Il petrolio finirà, e di questo passo faremo la fine di Napoli, dove questa volta l’emergenza ha probabilmente inghiottito anche quelli che la sanno sfruttare ad arte.

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