Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

03/05/2012

Se Pescara fosse una rete informatica (ovvero: ordine pubblico e controllo del territorio)

Torno a riflettere sugli evidenti problemi di ordine pubblico di questa città, dall’incredibile (e già dimenticata) vicenda del “graduato” dei vigili urbani che aveva ostruito l’ingresso dell’ambulanza in campo quando morì il calciatore del Livorno, Morosini, a quella dell’omicidio di Domenico Rigante.

La litanìa che le istituzioni ripetono incessantemente, per giustificare la loro assenza in casi del genere, è sempre quella del “non abbiamo abbastanza uomini”, “non abbiamo abbastanza soldi per pagare gli straordinari” o variazioni sul tema. Questo dovrebbe bastare secondo loro a giustificare la deriva di Pescara. Ma è veramente così? Hanno ragione loro? Non ci sono soluzioni alternative per gestire l’ordine pubblico in modo efficiente ed efficace?

Se Pescara fosse una rete informatica mediamente protetta, sarebbe dotata di “intrusion detection system” (o IDS), cioè di software che tengono sotto controllo il perimetro esterno di una rete (quello che è a contatto con le altre reti, e dal quale possono entrare virus e altri oggetti malevoli). Un IDS consente di accorgersi in anticipo dell’arrivo di una minaccia, sollecitando l’intervento degli altri elementi della struttura di sicurezza.

Non è difficile applicare lo stesso concetto alla sicurezza di una città. Certo, è impensabile che tutti gli operatori di polizia abbiano una preparazione tale da poter contrastare azioni violente o bloccare comportamenti criminali. Così come è impensabile che personale specializzato debba essere impiegato a fare le multe per strada. Ma sarebbe certamente possibile far si che i quasi duecento vigili urbani del Comune di Pescara stiano per strada 24 ore al giorno, diventando gli occhi e le orecchie di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, il cui personale più specializzato potrebbe essere organizzato in una specie di “force de frappe”, gruppi di interven to rapido da attivare in casi di reale emergenza. Quasi duecento vigili sono circa cento pattuglie composte da due operatori. Ce ne sarebbe abbastanza per ottenere un controllo del territorio capillare, facendo fare a ciascuno il lavoro che è in grado di fare.

E forse, proprio questo è il problema.

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