Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

16/04/2012

Il prezzo altissimo dell’arroganza

Ancora sull’incredibile negligenza dei vigili urbani di Pescara e sulla morte del calciatore Piermario Morosini. La macchina dei vigili urbani, semplicemente, non sarebbe dovuta essere li, a ingombrare il passaggio di emergenza. E se non c’erano alternative, sarebbe dovuta essere presidiata in modo da poter essere spostata immediatamente in caso di necessità.

Mi domando come un fatto di elementare buon senso come questo non sia venuto in mente ai tutori dell’ordine responsabili di questo comportamento. Poi, penso agli abusi arroganti di cui si rendono protagonisti certi vigili urbani e di cui – sulla strada e per lavoro – sono testimone diretto per darmi una risposta. Quello che è accaduto allo stadio Adriatico è semplicemente frutto della presunzione di chi, vestendo una divisa, si ritiene al di sopra di tutto e di tutti. Persino delle regole che dovrebbero far rispettare.

Non c’è differenza fra parcheggiare in sosta vietata, essere maleducati con i cittadini o non rispondere alle richieste di intervento e abbandonare una macchina di servizio davanti a un’entrata di sicurezza. Tutto rientra nello stesso “stile” che da tempo caratterizza episodi che coinvolgono la polizia municipale di Pescara.

Ora, nel caso Morosini, il sindaco di Pescara, Luigi Arbore Mascia, dovrà dimostrare quanto pesa – in concreto – il rispetto delle regole da parte dei suoi sottoposti: se i vigili urbani responsabili della grave omissione se la caveranno con qualche giorno di sospensione dal lavoro, il messaggio che il sindaco Mascia invierà alla città sarebbe di una grave e inaccettabile impunità degli appartenenti alla polizia municipale.

E considerando che un datore di lavoro che non fornisce ai propri dipendenti adeguate istruzioni sui rischi dell’attività da svolgere rischia fino a quattro mesi di carcere anche se nessuno si fa male, sarebbe ancora più umiliante se un vigile urbano, per il solo fatto di esserlo, dovesse cavarsela con una sanzione minima.

A questo punto, proclami a parte, spetta al sindaco Mascia dare un esempio… esemplare.

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