Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

25/01/2012

Elezioni forensi a Pescara. Gli avvocati non fanno “notizia”

Archiviato sotto: Vita forense

Le elezioni forensi dello scorso 21 gennaio hanno guadagnato pochissimo spazio al di fuori degli ambiti riservati agli “addetti ai lavori”. Praticamente nessuna testata ha dedicato spazio alla notizia – Il Centro ne riferisce asetticamente i risultati – e fra i tanti periodici online locali solo Abruzzo Independent, ha pubblicato un paio di articoli di approfondimento, uno prima delle elezioni, e uno subito dopo.

Se, da un lato, è utile e meritoria la scelta di portare all’attenzione del pubblico i temi della professione, dall’altro ho più di una perplessità sui toni degli articoli e sui messaggi che intendono veicolare. Mi riferisco, in modo particolare, all’articolo del 19 gennaio dal titolo “Un consiglio per tutti” e in particolare alla parte in cui il giornalista afferma

Promesse, ammiccamenti, sorrisini, mail (spam) ed sms, tutto è lecito in questi ultimi giorni di campagna elettorale, in cui i candidati cercano di ottenere quei voti che permetterebbero loro di sedersi finalmente ai tavoli che contano: negli ultimi anni, infatti, l’appartenenza al Consiglio dell’Ordine è stata interpretata dai suoi componenti più quale mezzo per acquisire visibilità, vantaggi personali e “succulenti” incarichi professionali, che come un modo per (pre)occuparsi degli innumerevoli ed irrisolti problemi che attanagliano la professione.

Innanzi tutto, per quanto in alcuni casi ipocritamente esibite, promesse e sorrisini fanno parte dell’arsenale del candidato a qualsiasi carica (dall’amministrazione del condominio alla presidenza del consiglio dei ministri). Allo stesso modo, e-mail, telefonate e messaggini sono elementi di qualsiasi campagna di comunicazione e non costituiscono “spam” sia in senso tecnico sia in senso giuridico, ma esercizio dei diritti politici (ci sarà una differenza fra il sollecitare l’espressione di un voto e offrire scorte industriali di pillole blu).

Sul secondo aspetto (consiglio dell’ordine come veicolo di affari professionali e acquisizione di clientela) non posso dire nulla. Non ho informazioni dimostrabili e nell’unica occasione di cui sono a conoscenza nella quale qualcuno ha chiesto all’ordine di Pescara di indicare professionisti esperti in informatica, so che oltre a me il consiglio ha correttamente indicato altri due colleghi (tutti estranei alla politica forense) e che nessuno è stato poi contattato. Ma se il giornalista di Abruzzo Independent ha delle informazioni documentate di altro tipo – nomi e cognomi, in altri termini – sarebbe bene che le pubblicasse perché altrimenti, con tutta la “mano libera” che si vuole lasciare alla libertà di stampa, affermazioni come quelle dell’articolo sono fortemente a rischio di diffamazione

* * *

No Comments »

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Leave a comment

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

Bad Behavior has blocked 208 access attempts in the last 7 days.