Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

16/07/2007

Pescara, la riviera e i turisti… c’è poco da fare, il turismo non è roba per noi

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Ieri sera, inusualmente, ho fatto quattro passi sul lungomare (nord) e ci sono “rimasto secco”: lampioni spenti (le lampadine erano accese solo in prossimità della Nave di Cascella), stabilimenti semi-chiusi e rigorosamente al buio (uno – di cui taccio il nome per carità, “esponeva” dei divanetti in un’atmosfera di tendenza, ma occupati da quattro poveracci che tutto potevano fare, tranne che “attirare” clientela), musica praticamente inesistente.

Nel frattempo, i potenziali clienti si trascinavano su e giù cercando disperatamente qualcosa per ingannare il tempo. Qualcuno si era fermato davanti ai campi da tennis dell’ex stabilimento Eriberto, attirato da urla che manco Pete Sampras, per poi scoprire che gli urlatori erano i soliti semi-infartuati che mancherebbero un’anguria con un battitappeto, ma sfoggiavano uniformi e racchette da far impallidire i finalisti del Roland Garros. D’altra parte, che volete, piuttosto che passeggiare al buio, anche la partita da dopolavoro non è da buttar via.

Qualche altro, meno fortunato dei “passeggiatori al buio”, si autoipnotizzava con l’esibizione di “danza”a Piazza Salotto, che in alcuni momenti ha toccato delle cime francamente imbarazzanti (confesso, però, di non essere un esperto e quindi ciò che mi è sembrato un gruppo di persone in preda alternatamente a convulsioni ed emiparesi ben sarebbe potuto essere qualcos’altro).

Non c’è dubbio, il turismo non è cosa per questa città.

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