Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

03/01/2012

Elezioni forensi a Pescara. Quando la “comunicazione” non funziona

Archiviato sotto: Vita forense

Una delle due liste che si candidano al consiglio dell’0rdine degli avvocati ha pensato bene di aprire un sito internet e uno spazio di discussione con il quale “incontrare” elettori, simpatizzanti e curiosi. L’iniziativa, in sè, non è sballata. Ma il modo in cui è stata materialmente realizzata è un interessante esempio di cosa succede quando si maneggiano poco i meccanismi della comunicazione.

Cominciamo dalla scelta particolarmente infelice del nome:”Un consiglio per tutti”. Nel bene e nel male “Un consiglio per tutti” si presta a diventare un tormentone (un consiglio per tutti: andate a lavorare! , un consiglio per tutti: votantonio votantonio ecc.) e come accadde per i manifesti “taroccati” della campagna elettorale di forza italia, lo si sarebbe potuto usare per far entrare nella testa degli elettori i nomi dei candidati e i programmi. Non è stato fatto e dunque il nome suona finto. Evidentemente non è pensabile che una coalizione politica possa “parlare” alla totalità dell’elettorato. E’ l’inganno culturale del “moderatismo” o del “centrismo”, cioè di quelli che non stanno nè di la nè di qua, e cercano di prendere consensi da tutte le parti. Più trasparente sarebbe stato schierarsi dichiarando una identità chiara che polarizzasse i consensi. Anche i contenuti del programma pubblicato sul sito rientrano in questa ottica “ecumenica” o – se preferite – da circo Barnum: un po’ di tutto per tutti (non che l’altra lista abbia fatto di meglio, peraltro).

Veniamo ora ai contenuti del sito. Si tratta di un sito-brochure, privo di contenuti e di informazioni sui candidati (a parte fotografia e dati anagrafici). E’ inutile per chi non conosce i colleghi (che continuerà a considerarli dei perfetti sconosciuti) e non serve a chi li conosce (perché, appunto, non hanno bisogno di andare sul sito per avere informazioni). L’impressione che si riceve, dunque, è quella di un sito costruito alla bell’e meglio, senza particolare volontà di usarlo come effettivo strumento di comunicazione con il foro.

Andiamo oltre e analizziamo l’area commenti: ad oggi, è imbarazzantemente vuota, a parte qualche messaggio al cui confronto la particella di sale in acqua Lete si sentirebbe come una sardina in scatola. Buona regola vuole che quando si apre uno spazio pubblico di discussione questo venga animato innanzi tutto dai promotori in modo da fornire la percezione di “esistenza in vita”. E’ come dover scegliere fra due ristoranti apparentemente equivalenti, solo che uno è frequentato e l’altro è deserto. Istintivamente in quale entrereste?

Ovviamente non discuto la buona fede e l’impegno dei colleghi, ai quali va sicuramente il merito di “averci messo la faccia”  – e per ciò solo, tanto di cappello. Mi domando soltanto perché abbiano deciso di fare un mestiere che non è il loro, invece di rivolgersi a un professionista.

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