Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

27/08/2009

Occhio al truffatore dell’Ospedale

Archiviato sotto: Il quartiere 5,Ordine pubblico

Nella zona dell’ospedale civile si aggira, almeno da un anno, un truffatore che gira in una macchina di colore grigio (probabilmente una Skoda Fabia), che tenta di raggirare i passanti.

Questo è il copione della truffa: con un colpo di clacson attira l’attenzione della vittima, e, senza scendere, le dice “salve, sono Andrea, non ti ricordi di me? Ho fatto i lavori nel tuo palazzo” (a volte, dipende dal soggetto, usa il “lei” – “si ricorda di me?”).

Se la vittima si avvicina alla macchina, il truffatore sfrutta la confusione indotta nella persona – secondo un meccanismo psicologico ben noto – per rincarare la dose: “sai, quella cosa è andata male. Mia moglie è morta. E ora ho l’udienza per lo sfratto. Se non pago mi tolgono la bambina. Ho bisogno di soldi e mi devo vendere il corredo di mia figlia”.

A questo punto, se la vittima è sufficientemente impreparata (attenzione, impreparata, non ingenua) il gioco è fatto.

Ho segnalato la cosa ai Carabinieri, chissà se riusciranno a prendere il “signore della truffa”.

Leggendo la descrizione di questa truffa da strada (peraltro un vero e proprio “classico”) potreste pensare che “tanto a me non può succedere, mica sono così stupido” e invece non è vero. I meccanismi utilizzati – anche se in modo rozzo – da questo truffatore sono ben noti nella psicologia del controllo mentale. Non si tratta propriamente di ipnosi, ma di metodi per “mandare in tilt” il cervello sfruttando:

  • condizionamenti sociali (la paura di fare brutta figura, quando qualcuno che si ricorda di noi si dimostra dispiaciuto che non ci ricordiamo di lui), reazioni istintive a un fatto imprevisto(la ricerca di “qualcosa di strano”),
  • artifici retorici e trucchi da prestigiatore (uso di termini sufficientemente vaghi – “ho fatto i lavori nel tuo palazzo”, ma senza dire dove, quando e che tipo di lavori)
  • la tendenza naturale ad aiutare le persone a fronte di una richiesta di aiuto,
  • l’abbassamento del livello di attenzione, provocato dall’aspetto dimesso e “popolare” che mette la vittima in una (falsa) condizione di superiorità.

E’ un fatto noto, dicono gli esperti, che quando questi segnali arrivano tutti insieme, o in rapida successione, il cervello perde per qualche attimo la capacità di funzionare razionalmente ed espone la vittima al raggiro.

Come difendersi? Purtroppo non ci sono metodi per contrastare queste tecniche, ma solo alcune precauzioni, riassunte sul sito della Polizia di Stato. L’unica cosa da fare sarebbe abituarsi alla diffidenza assoluta verso il prossimo, rifiutando a priori qualsiasi tipo di contatto occasionale. Ma questo trasformerebbe la vita in una condizione miserabile perché si cadrebbe in una sorta di paranoia da complotto, che ci farebbe vedere il prossimo come un nemico pronto a farci del male in ogni momento. Credo che questo sia l’effetto peggiore è più odioso della truffa – e di quelle da strada, in particolare: rompere il patto non scritto di solidarietà fra esseri umani, che consente alla società di esistere.

Forse la cura è peggiore del male.

* * *

No Comments »

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Leave a comment

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

Bad Behavior has blocked 426 access attempts in the last 7 days.