Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

18/12/2016

Vendola e la tranquillizzante consapevolezza dell’opposizione “a prescindere”

Archiviato sotto: Il passato,Il potere,Il sonno

Dopo il fallimento di Rifondazione Comunista, dopo quello dei Comunisti Italiani, dopo quello di Sinistra Arcobaleno , anche Sinistra Ecologia e Libertà “porta i libri” nel tribunale della politica ma nello stesso tempo Vendola – si, ancora lui – annuncia la nascita dell’ennesimo partito-collettivo-movimento massimalista e, ovviamente, destinato anch’esso alla fine dei suoi predecessori.

Con qualche decennio di ritardo su quanto i Radicali fanno da sempre, Vendola  ha finalmente capito l’importanza di far parte di un movimento di respiro internazionale e si è messo in casa personaggi con Noam Chomsky e l’ex ministro greco Varoufakis. Ma questo non cambia i termini della questione: siamo di fronte all’ennesima incarnazione, agli stessi personaggi – e sostanzialmente allo stesso progetto politico – che la storia e la volontà politica degli elettori hanno già definitivamente dichiarato non politicamente rappresentativi.

Questo non significa, ovviamente, che Vendola non abbia il diritto di generare l’ennesima mutazione di un organismo semiestinto (d’altra parte, se si fa per i panda, perchè non per un partito politico?) e che un gruppo sempre meno numeroso di cittadini non abbia diritto a una rappresentanza politica. Nello stesso tempo, però, bisogna anche essere intellettualmente onesti e riconoscere che esperienze del genere sono basate sul vecchissimo espediente politico della “testimonianza”: “sappiamo che non andremo mai al governo, ma siamo qui per dare voce a chi non ha voce”, “a volte è già importante avere combattuto una battaglia, anche se si sa di perderla”, ecc. ecc. In altri termini: vendiamo sogni alla gente e “spariamole grosse”, tanto nessuno mai ci chiederà di mettere in pratica le favole che andiamo raccontando.

Piuttosto che mettere in piedi l’ennesima aggregazione politica dalle finalità palesemente elettorali e invece di andare ad affollare la nuvola di elettroni che gravitano utilmente attorno al nucleo della politica, Vendola  avrebbe potuto costruire qualcosa – come per esempio hanno fatto Gino Strada o Umberto Veronesi – per incidere direttamente nella vita delle persone.

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