Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

21/08/2016

Non basta una pistola per prendere i “cattivi”

Scrive Repubblica.it che una persona, sospettata di furto d’auto, è morta sparandosi al mento durante una fuga nella quale aveva esploso quattro colpi contro la polizia che lo inseguiva.  L’arma utilizzata contro le forze dell’ordine – scrive il giornalista – è una Beretta 84 che era stata sottratta a un operatore della polizia municipale.

Questa circostanza, marginalmente evidenziata nell’articolo di Repubblica, (il fatto che la pistola era stata rubata a un agente di polizia)  è in realtà molto importante perché fornisce la prova storica del fatto che non basta (o non serve necessariamente) avere una pistola per essere in grado di contrastare la criminalità. E che senza il dovuto addestramento, portare una pistola è più pericoloso che utile.

Alla polizia municipale serve un addestramento più completo ed efficiente, che non si riduca alla semplice frequentazione di un poligono per sparare qualche decina di colpi da fermo, a bersagli altrettanto immobili, come invece accade a Pescara dove il Comune non ha portato a termine alcuna formazione specialistica in materia di ordine pubblico e tecniche operative.

Salvo qualche lodevole eccezione costituita da operatori che – per precedenti esperiene o per impegno personale – hanno sviluppato competenze del genere, la polizia municipale di Pescara è costituita da operatori ai quali il Comune non fornisce un’adeguata formazione, mettendo a rischio l’incolumità loro e quella dei cittadini che dovrebbero tutelare.

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