Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

12/08/2016

Figli condannati dall’ignoranza dei genitori

C’è un posto dove i bambini possono imparare – gratis – a programmare robot e componenti hardware.

C’è un posto dove i ragazzi possono praticare sport gratis, tutta la settimana, tutto l’anno.

C’è un posto dove gli studenti possono scoprire, a poco prezzo, le meraviglie del giapponese.

C’è un posto che offre tutto questo e molto altro: non vi piacerebbe viverci? Non vi piacerebbe che i vostri figli ci vivessero?

Immagino che la risposta sia un convinto ed entusiastico “sì”, accompagnato dalla consapevolezza che sto parlando, se non di una città tedesca, francese o americana, almeno di Milano o Roma.

E invece no. Sto parlando di Pescara.

Mi è capitato, in questi ultimi giorni, di incontrare  molte persone con figli la cui età varia dai 9 ai 13 anni e di raccontare loro di queste iniziative cittadine. E invece di adesioni entusiastiche a progetti che avrebbero sicuramente allargato gli orizzonti dei loro pargoli, la reazione (peraltro prevedibile) è stata all’insegna della “pescaresità”: “ah, sì che bello”, “molto interessante” oppure “vabbe’ adesso mi informo”. Nulla di più.

Fra qualche anno, accetto scommesse, gli stessi genitori (e quelli come loro) si lamenteranno del fatto che in Italia non si trova lavoro, che se non hai la raccomandazione non vai da nessuna parte o che all’estero si, che sono bravi. Ma non ricorderanno di avere condannato i loro figli all’ignoranza e alla ristrettezza mentale, pur avendo avuto l’opportunità di dar loro un futuro migliore.

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