Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

13/03/2016

Chi non salta bianco è…

renzi1renzi2Uno degli artifici retorici più utilizzati nella “dialettica” politica è accusare gli avversari senza fare nomi.

E’ un trucco tanto vecchio quanto efficace, che serve per lanciare il sasso e nascondere il braccio (“si, ho detto questa cosa, ma non ce l’avevo con te!), per gettare un’esca e vedere chi la mangia, o per fare discorsi vacui, nei quali ciascun ascoltatore può capire quello che vuole (posto che ne sia capace).

La politica, però, è l’arte del possibile, e assumere posizioni chiare nei confronti di colleghi di partito, di coalizione e di avversari può essere controproducente dal momento che gli “sgraditi” di oggi, possono diventare gli “amori” di domani. E sarebbe imbarazzante se, alla celebrazione delle nuove nozze (pardon, unioni civili) qualche guastafeste tirasse fuori la lista delle accuse con “nome e cognome” che l’uno ha rivolto all’altro in passato.

Anche se, bisogna riconoscerlo, in politica come nelle relazioni fra persone, l’innamoramento è cieco, e in nome dell’infatuazione il passato (anche quello recente) si può dimenticare.

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