Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

21/07/2015

La libertà di panorama è una fregnaccia

Da qualche tempo si sente parlare della necessità di regolare la “libertà di panorama”, cioè il “diritto” di fotografare o videoriprendere paesaggi rurali o urbani, inclusi palazzi e monumenti. La “logica” del tentativo di imporre un limite alla “libertà di panorama” sta nel fatto che amministratori pubblici e soggetti privati proprietari di beni immobili di valore non vogliono che qualcuno si “arricchisca” con le fotografie ma senza “pagare pegno”.

La “libertà di panorama” e le “pretese” dei “proprietari” dell’ambiente sono delle fregnacce (“colossali stupidaggini”, per chi non parla abruzzese). Giustamente, la legge sul diritto d’autore attribuisce al fotografo tutti i diritti sulle immagini che produce, per una ragione molto semplice: è “l’occhio del fotografo” che trasforma un soggetto di ripresa da mera riproduzione “meccanica” e banale in un’opera creativa e dunque non può esserci un diritto “a prescindere” su un panorama perché è il fotografo che “crea”, letteralmente, una “versione”del panorama che non esiste in natura.

Se poi si vuole dire che sulla base del diritto di proprietà, il proprietario può vietare fotografie e riprese, questo è un altro paio di maniche. Ma basta sapere cosa significa fare una fotografia e conoscere il Codice civile, senza scomodare Parlamento e Commissione Europea.

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4 Comments »

  1. Scusa, ma se «sulla base del diritto di proprietà, il proprietario può vietare fotografie e riprese» questo significa che non c’è diritto di panorama, no? Non sto dicendo che il diritto di autore (del fotografo) è più o meno importante del diritto di proprietà: dico solo che ci sono due diritti distinti e che le varie legislazioni europee danno diversa importanza. In UK il diritto del fotografo prevale su quello del proprietario, in Francia e Belgio il diritto del proprietario prevale su quello del fotografo, in Italia siamo persino riusciti a inventarci un diritto del curatore dell’opera, anche se questa fosse fuori copyright. Il tentativo non passato col rapporto Reda era scrivere nero su bianco la prevalenza del diritto del fotografo… ovviamente per opere visibili dalla pubblica strada, perché quello che sta nascosto dentro la proprietà di qualcuno non è certo “panorama”.

    Comment by .mau. — 21/07/2015 @ 11:39 am

  2. Il “panorama” ontologicamente non esiste perchè è il frutto della percezione del fotografo. Se metti un Fotografo e un “selfista” davanti allo stesso soggetto, uno produrrà un’immagine quantomeno interessante, l’altro un semplice “congelamento” di un frammento di spazio-tempo (non entriamo, per ora, nel discorso che se prendi una scimmia, le dai la macchina fotografica e le fai scattare tante foto, presto o tardi ne arriva una buona…). Definendo in modo più corretto quello che dovrebbe essere il “diritto di panorama” si dovrebbe parlare di “diritto di vietare a chi fa belle foto, di scattarne traendoci vantaggio solo per se’ e non per chi, a vario titolo, “controlla” un pezzo di terra o di cemento.
    Per quanto riguarda il discorso del proprietario, lo “ius excludendi alios” che caratterizza il diritto di proprietà può tranquillamente essere esteso al divieto di fotografare, ma vale solo per i beni privati. Quelli pubblici, a parte i casi previsti dalla legge, sono fotografabili senza problemi e il panorama naturalistico, essendo bene comune, non può essere limitato nella sua fruizione artistica ed “eco-compatibile”.

    Comment by marziano — 22/07/2015 @ 8:39 am

  3. beh, trovare una definizione legale per “belle” foto mi pare un po’ difficile 🙂
    Però non mi torna perché lo ius excludendi alios non possa essere anche applicato per i beni pubblici. E non dirmi “perché sono pubblici” 🙂 Il principio “quello che è stato creato con i soldi del taxpayer è di pubblico dominio” è molto americano e poco italiano, solo ora stiamo pian piano riuscendo a ottenere qualcosa caso per caso…

    Comment by .mau. — 22/07/2015 @ 10:02 pm

  4. E’ vero che il “bello” è una nozione soggettiva, ma la giurisrprudenza – nella sua onniscienza – si è occupata anche di questo e ha fissato dei parametri per stabilire se una foto abbia carattere artistico (nel qual caso è protetta dal diritto d’autore) oppure valore documentale (tutela attenuata) oppure ancora se sia una “fetenzia”. Le decisioni a cui arrivano i giudici sono a volte discutibili, in questo caso specifico, ma almeno danno delle linee guida.
    Quanto ai beni pubblici, devi distinguere fra beni naturali (montagne, laghi ecc.) e beni “artificiali” (palazzi, strade, monumenti, ecc.). Nel primo caso è palese che non si possono imporre limiti alla fotografia di una “vista”, nel secondo, come ti ho detto, ci sono già limiti fissati dalla legge, per cui ciò che è al di fuori delle previsioni normative è liberamente fotografabile.
    Una volta tanto, la legge è chiara ma questo non ferma gli ineffabili politici e i “massimi esperti” dal complicare una cosa abbastanza semplice.
    😉

    Comment by marziano — 23/07/2015 @ 7:07 am

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