Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

30/12/2014

Le (in)capacità gestionali del sindaco Alessandrini

Leggo su Primadanoi.it che per combattere lo stato di dissesto delle casse comunali

Tra le varie azioni da intraprendere il sindaco ha citato l’eventuale esternalizzazione della gestione dello stadio, che costa un milione di euro all’anno, e una revisione nella gestione del sistema museale, che costa 1,2 milioni a fronte di 48mila euro di entrate annue.

Dunque, invece di aumentare la fruibilità dello Stadio Adriatico per trarne vantaggi economici e di rendere più vantaggiosa l’offerta turistica pescarese incentivando anche la rete museale cittadina, il sindaco sceglie la strada più facile: scaricare il barile sulle spalle altrui.

Nelle aziende in crisi queste scelte, basate esclusivamente sulla gestione delle partite contabili, danno l’illusione di avere messo a posto i conti in breve tempo facendo fare “bella figura” al manager salvatore. Poco importa se dopo qualche anno l’azienda in questione non sarà più in grado di stare sul mercato perchè si è privata dei beni più preziosi. Tanto quel “manger salvatore” sarà già andato a ricoprire importanti incarichi altrove, con una lauta buonuscita, alla faccia dei suoi ex-dipendenti. Con i dovuti adattamenti (non credo che gli spetti una qualche “buonuscita, per esempio), questo è il futuro che il sindaco sta costruendo per Pescara.

A voler sintetizzare, dunque, il commento sulle scelte annunciate da Alessandrini, mi viene da rubare l’ennesima citazione da un libro di Ennio Flaiano (Diario notturno):

poche idee, ma confuse.

E, aggiungo io, dannose per i cittadini.

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