Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

09/12/2014

Le elezioni in Emilia-Romagna e il problema della rappresentanza

Carlo Gubitosa pubblica una cruda analisi del voto alle regionali dell’Emilia-Romagna.

I dati sono tristemente impressionanti e sostanzialmente condivido le considerazioni di Carlo, tranne che nell’ultima parte, quella in cui auspica una qualche forma di rappresentanza per i non rappresentati.

Questo è il messaggio che gli ho inviato:

Caro Carlo,
Non condivido la conclusione della tua analisi nella parte in cui auspici la nascita di un ennesimo partito o movimento politico.
La crisi della rappresentanza (senza vincolo di mandato) dipende dalla diffusa pratica volterriana del “coltivare il proprio giardino”. In altri termini: è chiaro che in questa fase storica non sono partiti e movimenti che possono sistemare le cose quindi una strada alternativa è quella di riprenderci e praticare i nostri diritti di cittadinanza, a prescindere e al di là di chi formalmente ci governa. Essere cittadini tutti i santi giorni significa dedicare un po’ del proprio tempo alla cosa pubblica, dall’educazione dei figli al dibattito con chi ci sta vicino e al “controllo dei controllori”.
Pratica e protezione dei diritti di cittadinanza non si possono delegare.
Certo, come sai bene è una strada scomoda e difficile e la prima reazione che viene in mente è il solito, volterriano “si ma perché devo pensarci proprio io?” e con questa scusa nulla si muova.
Sono convinto che il recupero di una militanza civile sia un’alternativa seria all’inanità dei (non) eletti.
Tanto, che abbiamo da perdere?

* * *

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