Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

08/11/2014

Italia, terra di santi, poeti, navigatori e … avvocati

Archiviato sotto: Il sonno,Vita forense

Molte questioni che prima richiedevano l’intervento degli avvocati (dai risarcimenti per gli incidenti stradali, alle separazioni, al contenzioso minore davanti al giudice di pace) ora non sono più una loro “esclusiva”; persino il Papa si è recentemente pronunciato sulla necessità che i processi rotali (quelli di annullamento dei matrimoni religiosi) vengano celebrati gratuitamente.

Per quanto sgradita alla classe forense, questa tendenza è sostanzialmente corretta. Le persone hanno un livello di alfabetizzazione sicuramente più alto di quaran’tanni fa e – effettivamente – molte cose possono essere gestite in proprio senza necessità di rivolgersi a un soggetto che, mai come oggi, è percepito come uno che “campa di chiacchiere”.

Dunque la professione forense è morta? Si e no.

Certamente gli spazi per chi si occupa di materie “degiurisdizionalizzate” (brutto neologismo per indicare questioni che si possono risolvere con sistemi diversi dal “fare causa”) sono molto più ristretti. Ma nello stesso tempo sono molte le opportunità in ambiti che richiedono una forte competenza, non alla portata di tutti.

E qui casca l’asino.

Pensare di “avere diritto ad avere clienti” per il semplice fatto di essere iscritti a un albo professionale è semplicemente sbagliato. E fra i miei colleghi nessuno – o quasi – interroga se stesso per capire come mai fra un “avvocato” e un “praticone” molte persone preferiscano il secondo che, pure, non ha “palle sul blasone”.

La risposta è semplice: se il “praticone” risolve i problemi come e meglio di un avvocato e non costa come un professionista (almeno così crede il cliente) che motivo c’è di spendere di più?

In realtà di motivi ce ne sarebbero molti (a condizione, certo, di incappare nel professionista giusto): serietà, competenza, struttura, autorevolezza, capacità di mediazione, completezza di informazione, disponibilità, attenzione al cliente… quanto dovrebbe costare tutto questo?

E’ stupido usare a tutti i costi una Ferrari, quando una 600 è perfettamente adatta allo scopo. Ma è altrettanto idiota andare in 600 quando serve la Ferrari.

Il punto è che la difesa giudiziaria è un lusso, e il lusso è per pochi clienti. E non sono molti gli avvocati effettivamente in grado di offrire valore aggiunto alle persone, tanto da convincerle che è meglio rivolgersi a un professionista serio, piuttosto che a un improvvisato faccendiere o – peggio – fare da soli.

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