Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

27/07/2014

Il peso schiacciante dei diritti civili

Archiviato sotto: Il potere,Il sonno,Ordine pubblico

Carlo Gubitosa risponde a un post di Vittorio Bertola – storico esperto di “cose della rete” e ora politico eletto a Torino con il Movimento 5 Stelle – che sul proprio profilo Facebook commentava la strategia destabilizzatrice di “clandestini” “ospitati” nei “centri di accoglienza” e centri sociali.

In sintesi, Vittorio svolge questo ragionamento: i clandestini sono delinquenti che si mettono d’accordo – a spese nostre – con i centri sociali per incendiare i centri di accoglienza, e noi paghiamo.

Con tutto il rispetto per Vittorio Bertola – che conosco e stimo da tempo – credo che questa volta abbia sbagliato e condivido le riflessioni di Carlo, che le ha costruite su una solida base di dati e informazioni, invece che su affermazioni astratte e generalizzanti.

Il fatto di occuparsi di diritti civili online (una materia importante ma nella percezione comune tutto sommato “astratta” e lontanta dai problemi immediati) non implica necessariamente essere automaticamente capace di affrontare temi, come l’immigrazione, che hanno a che fare con la vita e con la morte delle persone.

Questo mi porta a una riflessione di tipo più generale e non riferita al post di Vittorio: quanto è facile “indignarsi” per la censura online, chiedere la legalizzazione del file-sharing di opere protette “in nome della cultura” o rivendicare il “diritto all’oblio” (qualsiasi cosa sia). Ma quanto è difficile mettersi in discussione quando i “diritti civili”, invece di essere un semplice tweet, diventano carne e sangue. Il carne e il sangue di esseri umani che incontri tutti i giorni e che ti ricordano, con il loro sguardo, che in un mondo disuguale vivi dalla parte “giusta”.

E’ difficile, e confesso di non esserci riuscito.

* * *

1 Comment »

  1. Direi che Carlo (e quindi anche tu) non ha colto il senso di quello che volevo dire, un po’ perché si trattava di un commento breve (e quindi necessariamente stringato) a un articolo che peraltro molti commentatori non hanno nemmeno letto, un po’ perché su queste vicende si snodano dei preconcetti che portano ad attribuire all’interlocutore anche delle cose che non ha detto e non pensa, semplicemente per via di stereotipi. Comunque ho risposto estesamente qui:

    http://bertola.eu/nearatree/2014/07/lettera-da-un-razzista-a-un-antirazzista/

    Comment by Vittorio Bertola — 27/07/2014 @ 9:22 pm

RSS feed for comments on this post.

Leave a comment

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

Bad Behavior has blocked 491 access attempts in the last 7 days.