Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

17/10/2013

La libertà di cura non è diritto alla superstizione

Archiviato sotto: Il sonno,L'arretramento tecnologico

Il Papa ha telefonato a una famiglia di Guardiagrele che si era rivolta a lui per chiedere aiuto nel superare il divieto di applicazione del metodo “stamina” imposto (finalmente) dal Ministero della salute. In particolare, si legge su Primadanoi.it, il padre della bambina malata dice:

Gli ho chiesto di intercedere per noi presso il Ministero della Salute affinche tutti possano accedere a queste cure compassionevoli sotto la propria responsabilità.

e poi

Il messaggio che deve arrivare è che nessuno Stato, nessun Ministero può decidere della vita di mia figlia

Non entro nel merito della validità scientifica del metodo Stamina. Non sono un medico e questioni così delicate non possono essere trattate in modo superficiale e – peggio – guidato dall’emozione. Ma è il gioco delle parole che, in questo caso, produce effetti drammatici.

Il metodo Stamina non è una cura e tantomeno compassionevole. Gli scienziati che si sono occupati di esaminarlo (gli stessi scenziati che esaminano farmaci e terapie che quotidianamente salvano la vita di tantissime persone) hanno concluso che il metodo Stamina non funziona. Dal punto di vista tecnico non c’è altro da dire.

Se Stamina fosse una cura, allora il genitore (il cui dramma umano merita rispetto assoluto) avrebbe ragione. Ma Stamina non è una cura e nemmeno un farmaco e allora vale quanto l’astrologia o la cartomanzia. Cioè nulla.

E ‘oggetto di fede cieca basata sulla disperazione e questo dovrebbe far riflettere, perché in nome della fede si cerca di trasformare in scienza una semplice – e pericolosa – superstizione.

* * *

1 Comment »

  1. mettiamola così: ognuno ha il diritto di curarsi come vuole, ma lo Stato deve solo passare le cure validate dalla comunità scientifica. Probabilmente il guaio però è a monte.
    Tutto il casino con Stamina (come Di Bella, o come l’interferone) deriva dal fatto che c’è stato un tamtam pubblicitario che ha costretto il ministero a fare partire una sperimentazione ufficiale; solo che è partita troppo tardi, sull’onda emotiva, e quindi quando si è dimostrato che non serve a un tubo non è più banale fermare l’onda emotiva. Occorrerebbe invece una legge che stabilisca una volta per tutte i requisiti per iniziare la sperimentazione. In questo modo l’onda emotiva si potrebbe stoppare subito.

    Comment by .mau. — 17/10/2013 @ 10:05 am

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