Un marziano a Pescara


Domande ingenue alla Bella Addormentata

25/03/2013

Se Ennio Flaiano potesse vederci…

Non ho grande apprezzamento per la “politica” culturale della giunta Mascia, ispirata all’effimero e allo stantio. Pescara (non solo) culturalmente, è morta da tempo, e le celebrazioni d’annunziane – massima espressione del consulente comunale Giordano Bruno Guerri – si sono risolte in una cantatina a piazza Salotto e in un record finto (finto perché visto che il Parrozzo lo facciamo solo a Pescara, anche uno da tre chili sarebbe stato da Guinness).

Detto questo, però, trovo altrettanto inaccettabile l’atteggiamento dell’Associazione culturale Ennio Flaiano che, nel giro di pochi giorni, è al centro di due polemiche politico-culturale. Prima si lamenta della concomitanza, voluta dal sindaco Mascia,  fra Premio Campiello e Premio Flaiano che finirebbe per danneggiare quest’ultimo e poi, per bocca dei consiglieri comunali PD Paola Marchegiani, Enzo Del vecchio e Camillo D’Angelo si lamenta per l’attivazione di una scuola di cinematografia (consistentmente sponsorizzata dal Comune) all’Aurum. “Tuonano“, i tre politici locali ricordando che l’Associazione Flaiano  «è impegnata da sempre ad organizzare corsi sulla cinematografia (con costi a meno di 100 euro per iscritto) sotto la Direzione del regista Giuliano Montaldo».

Ci sono diversi commenti da fare sulla vicenda che  – per una volta – non criticano (solo) il sindaco Mascia.

Cominciamo:

  1. l’Associazione Flaiano non ha il monopolio della cultura a Pescara. Se qualcuno vuole fare qualcosa di analogo e riesce a ottenere sovvenzioni comunali, tanto di cappello. Se, poi, questa iniziativa si rivelerà un “tarocco” allora il Comune e il sindaco Mascia dovranno – DOVRANNO – adottare tutti gli strumenti normativi per ottenere il risarcimento del danno subito dalla Città,
  2. a proposito della “sovrapposizione” Flaiano-Campiello: la cultura non è McDonald,  che cucina “cibi” dal sapore identico in qualsiasi parte del mondo. Se l’offerta del Flaiano sarà più interessante di quella del Campiello, il pubblico la sceglierà, altrimenti, viceversa. E’ la concorrennza, bellezza! Certo se l’Associazione Flaiano, invece, intende che “cultura” equivale a “mondanità” allora il rischio – effettivamente – esiste e il pescarese-tipo diserterà la manifestazione locale per i fasti di quella nazionale. Ma questo ha a che vedere più con l’antropologia che con la cultura,
  3. non mi sembra – a memoria – che i consiglieri Del Vecchio, Marchegiani e D’Angelo si siano particolarmente distinti per interesse e disponibilità verso le iniziative culturali a Pescara. Mi pare di ricordare, invece, che fu proprio D’Angelo da vicesindaco – preda di una certa confusione – a proporre la riparazione di HugeWineglass – altresì nota come “Lubbicchiere. E’ forte il sospetto che questo improvviso interesse culturale sia soltanto l’ennesima scusa per buttarla in caciara.

Non mi azzardo a proporre un possibile commento di Ennio Flaiano a queste vicende… ma forse nemmeno ne farebbe, limitandosi a una scrollata di spalle.

Non sarà mica stato un caso che se ne andò da Pescara.

 

 

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