Che Pescara, con la nuova amministrazione di destra, sia sprofondata nell’immobilismo è un fatto. E non bastano un festival dannunziano e la riapertura dell’uscita dell’asse attrezzato a smentire questa affermazione. La scusa per giustificare il sonno cadaverico in cui giace questa città è sempre la solita: non ci sono i soldi. “Quelli di prima” hanno fatto i debiti e noi, per pagarli, non possiamo investire sulla città. Non sono un esperto di finanza o amministrazione pubblica e quindi prendo per buone entrambe le tesi, quelle di chi “c’era prima” e quelle di chi “c’è adesso”: inverificabili entrambe.
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