Una risposta ad Aldo Bonomi de IlSole24Ore
Aldo Bonomi pubblica sul sito de IlSole24Ore un articolo dedicato a Pescara che invita a qualche riflessione.
L’articolo si apre descrivendo l’evoluzione della città, Leggi il seguito
Aldo Bonomi pubblica sul sito de IlSole24Ore un articolo dedicato a Pescara che invita a qualche riflessione.
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… 100 metri più avanti, sotto i portici, davanti alla CARIPE.
Per l’ennesima volta, dovendo promuovere una iniziativa culturale cittadina, salta fuori il nome di Gabriele D’Annunzio. Possibile che, (tra)passato l’artista, Pescara non abbia saputo esprimere nient’altro?
Non capisco perché la sfortunata statua opera di Toyo Ito stia ancora a Piazza Salotto, caso singolare di inumazione verticale.
Un effetto poco pubblicizzato del terremoto aquilano è il sostanziale rallentamento – per non dire di peggio – del funzionamento della giustizia in Abruzzo. Gli uffici giudiziari sono stati “rilocalizzati” in sedi inadatte, scomode e non funzionali. Gli avvocati (per la maggior parte, oltre l’ottanta percento, provenienti dalla costa) sono costretti a lavorare in condizioni inaccettabili. Non ci sono stime concrete sull’effettiva durata dei processi e – per quelli penali – non si sa bene quanti cadranno in prescrizione.
Chiude sabato 31 ottobre la mostra che precede la proclamazione del vincitore del Premio D’Annunzio 2009.
Il senatore Fabrizio Di Stefano (AN-PDL) ha presentato la sua fondazione, Cantiere Abruzzo Italia dichiarando ieri all’intervistatrice di Antenna 10 che il neonato ente si occuperà di fare formazione culturale e politica per i neoletti della destra.
Sarò ingenuo, ma pensavo che chi viene chiamato a ricoprire una carica pubblica o amministrativa venisse eletto proprio perchè già possiede scienza e competenza…
Da un po’ di tempo non è più possibile arrivare in macchina fino alla madonnina di Passolanciano e bisogna parcheggiare al Rifugio Pomilio.
Chissà se qualcuno ha mai spiegato alla Polizia Municipale che il Codice della strada vale anche per loro?
Oggi sono stato in una clinica privata.
Persone molto anziane, rattrappite dall’età, erravano faticosamente in carrozzella per i lunghi corridoi del reparto.
Pescara, nell’ambito delle politiche di sicurezza per il G8 de L’Aquila, era considerata zona a rischio black block, ma fino ad ora, non se ne è visto nemmeno uno.
Oggi si concludono i Giochi del Mediterraneo.
Finalmente, da domani, Pescara tornerà a godersi l’inedia e l’anonimato che le sono propri, non più infastidita dalle telecamere di sedici paesi che ne hanno ripreso le “bellezze”.
Il fatto nuovo nella comunicazione politica di queste elezioni è l’uso da parte dei candidati del Popolo delle libertà di manifesti elettorali chiaramente ispirati al campionario – un po’ stantio, a dire la verità – dei cosiddetti “consulenti di immagine”.
Qualche giorno fa mi è balzato all’occhio questo manifesto che promuove un’iniziativa politica, molto probabilmente abusivo, e che fa bella mostra di sè all’ingresso della libreria Feltrinelli di Corso Umberto.
Questa mattina Pasquale Pacilio, nel commentare su Rete8 gli effetti del terremoto che ha colpito la zona dell’aquilano si è lasciato andare a un’esclamazione tipicamente abruzzese che non cito testualmente, ma che nella sostanza diceva: “certo che questa regione è proprio sfortunata: prima le crisi politiche ed economiche, e ora anche il terremoto!”.
La “statua” di Toyo Ito si è rotta per incapacità nel costruirla.
La vecchia locomotiva, un vero e proprio pezzo di memoria cittadina, invece, si consumerà lentamente per colpa dell’incuria del Comune, o di chiunque abbia la responsabilità di occuparsene.
Non sono rifiuti dimenticati dai netturbini, ma le povere cose di qualcuno che vive (per modo di dire) lì. Possibile che non se ne sia accorto nessuno?
Oggi ho vinto l’ennesimo ricorso contro una multa irrogata dai vigili urbani di Pescara. Questa volta l’amministrazione comunale – da cui dipendono i vigili – ha sanzionato una persona senza averle notificato il verbale di contestazione. Il Comune di Pescara è stato condannato anche a pagare le spese legali.
Il 26 dicembre 2008 è andata in onda una puntata di “Sei in Abruzzo” alla quale ho partecipato come “esperto” (mai virgolette furono più appropriate) di cose della rete. Se avete un’ora e mezzo da perdere, da questo link potete scaricare la trasmissione.
La notizia è pubblicata su Il Centro del 6 settembre 2008. Un’ordinanza del sindaco di Pescara sanziona i clienti che contrattano con le prostitute. Come regola, ci si sarebbe aspettato che il testo di questo provvedimento fosse stato affisso quantomeno nei luoghi “interessati” ma questo non è accaduto. E se ci pensate un attimo si capisce il “perchè”.
Affiggere l’ordinanza anti prostitute nei luoghi dove le signore esercitano la loro attività avrebbe significato “marchiare” le zone in questione, trasformandole in un ghetto (con tutte le conseguenze: crollo dei prezzi degli immobili ecc. ecc.). Affiggere l’ordinanza un po’ dappertutto avrebbe suscitato le reazioni di chi vive in zone “libere”, e avrebbe legittimato sostenere che Pescara è una città in cui la prostituzione è un’attività diffusa un po’ dovunque.
E allora, nel più puro spirito “perbenista” (alcuni potrebbero dire “cattolico”) del “si fa ma non si dice”, l’ordinanza c’è, ma che non si veda in giro… hai visto mai che qualcuno si offendesse…
Caro (assessore? vicepresidente? presidente vicario?) Enrico Paolini,
Si è mai fatto un giro dalle parti di Passo Lanciano?
Quanti, fra medici, infermieri, funzionari amministrativi e “compagni” di partito sapevano – o non potevano non sapere – come veniva e viene gestita la sanità abruzzese?
Perchè non hanno mai detto mezza parola?
Si potrebbe rispondere: “e chi glielo faceva fare?”
Certo, si potrebbe rispondere così. Ma allora – in termini di responsabilità morale e politica – queste persone sono ancora più colpevoli di chi prende (o stimola il pagamento di) tangenti.
Grazie alla pavida ignavia di questi esemplari cittadini prospera il saccheggio della cosa pubblica, salvo poi, in stile tipicamente abruzzese, abbandonare la nave quando comncia a imbarcare acqua…
… titola Il Centro di oggi. Sono curioso di sapere cosa ne pensa il regional minister of tourism Enrico Paolini, dopo gli annunci in pompa magna sull’Italy Symposium.
Gentile direttore,
Questa notizia
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/sport/sumo-coppa/1.html
“L’ultimo re del sumo non ha gli occhi a mandorla. Si chiama Kotooshu e viene dalla Bulgaria. Con un record di 13 vittorie e una sconfitta ha conquistato a Tokyo la Coppa dell’Imperatore, diventando il primo lottatore europeo ad aggiudicarsi il premio. “Sono felicissimo, non ho parole”, ha dichiarato. Senza parole anche i giapponesi, che da oggi hanno perso il primato assoluto in uno degli sport più rappresentativi del paese.”
L’università D’Annunzio di Chieti, non nuova alle cronache nazionali, Torna alla ribalta per il modo in cui si discutono le tesi. Scrive Repubblica.it di oggi: Leggi il seguito
Dunque, fra poco tornerà il volo (in)diretto Pescara-New York. Commentando la notizia, l’assessore Enrico Paolini ha detto che la cosa si farà anche per via del successo di “numeri” ottenuto nel 2007.
Non so chi ci abbia fatto caso, ma da molto tempo i collegamenti con Londra, Parigi e New York sono praticamente scomparsi.
Sembra – il condizionale è d’obbligo – che il Comune di Avezzano sia scosso in queste ore da una polemica innescata dalla concessione di uno spazio istituzionale per un convegno negazionista (la aberrante e inaccettabile “corrente culturale” che nega l’esistenza dell’olocausto). Sembra pure che – come già successo all’università di Teramo qualche tempo fa, non so se con lo stesso relatore – lo spazio inizialmente concesso sia stato, o stia per essere negato.
L’agenzia di stampa Primapress riporta la notizia di un articolo pubblicato dal mensile Focus che parla de Il potere della stupidità, il mio primo libro da editore.
Oggi su un articolo di Repubblica.it a proposito della dichiarazione di un sacerdote che intende tornare allo stato laico per difendersi in una vicenda giudiziaria si legge che il prelato
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E così i padroni del vapore ce l’hanno fatta anche stavolta a uscire indenni dall’ennesima porcata. Forse siamo stati avvelenati per mesi – forse anni – e nessuno fornisce dati chiari. Quantita’ enormi di acqua sono tuttora sprecate. Pozzi sono stati chiusi perchè inquinati.
Questo intervento è stato pubblicato su Il Centro del 18 settembre 2007
Trovo semplicemente strumentali le ragioni dei “pro” e dei “contro” il piano traffico sostenute dai due schieramenti politici. La maggioranza sostiene una scelta sbagliata, e l’opposizione propone una soluzione peggiore.
Il segno dei tempi. Oggi è l’otto settembre ma nessuno – televisione, mezzi di informazione – sembra ricordarlo.
Ci hanno avvelenato da non si sa quanto tempo. A Bussi è stata scoperta una enorme discarica piena di rifiuti tossici e vicinissima alle falde di acqua potabile e a causa di questo Pescara e Chieti ne hanno subito il razionamento. Due sole ragioni possono spiegare quanto accaduto: incapacità di chi avrebbe dovuto controllare (che oltre alla galera meriterebbe di risarcire a vita il danno provocato) oppure deliberata collusione criminale fra politici e “tecnici” delle strutture competenti (per i quali non basterebbe il carcere duro).
Ieri sera, inusualmente, ho fatto quattro passi sul lungomare (nord) e ci sono “rimasto secco”: lampioni spenti (le lampadine erano accese solo in prossimità della Nave di Cascella), stabilimenti semi-chiusi e rigorosamente al buio (uno – di cui taccio il nome per carità, “esponeva” dei divanetti in un’atmosfera di tendenza, ma occupati da quattro poveracci che tutto potevano fare, tranne che “attirare” clientela), musica praticamente inesistente.
Ennesima “uscita stampa” di Enrico Paolini, regional minister of tourism e lieutenant governor a proposito della rigidità cieca dei vigili urbani. Il caso, riportato da Il Centro qualche giorno fa, riguarda una multa elevata a un cliente dell’hotel Carlton che si era fermato davanti al passo carrabile dell’hotel stesso. Bene, gli ineffabili agenti comandati da Ernesto Grippo hanno pensato bene di multare il malcapitato turista.
Tempo di bilanci. A circa sei mesi dall’inaugurazione di questo sito – come passa il tempo! – ho voluto fermarmi un attimo e guardare indietro per capire “come sono andate le cose”. Bene, sono intervenuto su vari temi con articoli, raccomandate, fax e e-mail chiedendo spiegazioni a: Leggi il seguito
Come tanti, mi capita di attraversare la stazione ferroviaria e di essere sistematicamente assalito da un fetore di piscio che strozza la gola. Sono anni che è così, ma nessuno – ferrovie o comune, poco importa – ha mai pensato di fare qualcosa. Ma forse lorsignori non frequentano luoghi così “proletari” come una stazione ferroviaria e non hanno la minima idea di cosa sto parlando.
Come se niente fosse, inquisiti e faccendieri hanno pensato bene di ripresentarsi – anche per “interposta persona” – alle elezioni amministrative del comune di Montesilvano. E’ straordinaria la naturalezza con la quale la cosiddetta “società civile” ha accolto questo fatto. Invece di sanzionare pesantemente la faccia tosta di queste persone, è stato loro consentito di ritornare in sella.
Il Centro di oggi, 27 aprile 2007 pubblica la lettera che ho inviato qualche giorno fa a proposito della “uscita” di Enrico Paolini, Regional Minister of Tourism dell’Abruzzo.
Nella pagina ufficiale pubblicata sul sito internet della Regione Abruzzo e dedicata all’Italy Symposium 2007 (l’iniziativa dedicata a presentare l’Abruzzo agli americani), Enrico Paolini, assessore regionale al turismo, si qualifica “Lieutenant Governor” e “Regional Minister of Tourism”.
Ieri il giornale “Il Centro” ha pubblicato – quasi integralmente – la lettera che ho scritto al presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco e al sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso.
Ho scoperto che il quotidiano “La Repubblica” si è occupato di Pescara dalle battute divertite di alcuni colleghi che lo scorso tre aprile – a Milano – ha dedicato ben due pagine a Pescara, con un articolo impietoso dal quale la città esce – peraltro giustamente – con le osssa rotte. Sul contenuto del “pezzo” nulla da dire, per carità. Il giornalista Alberto Statera non ha fatto altro che rilevare fatti oggettivi. Sulla reazione dei politici nostrani, al contrario, c’è molto da dire e da riflettere. Al presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, è attribuita una espressione sprezzante e maleducata (torno a dormire in Abruzzo) che pronuncerebbe lasciando Pescara. Il sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso non “brilla” (e lasciamo stare quanto si legge sulla “economia al mattone” della città). Ebbene: nessuno ha replicato o ha difeso il (poco) di buono che c’è a Pescara. Il sindaco D’Alfonso ha rilasciato una intervista asettica a un’emittente locale – credo fosse Rete8 – dalla quale non si è capito praticamente nulla, mentre da provincia (presidente Pino De Dominicis) e Regione, nemmeno quello.
E allora, fedele al concetto del “non dimenticare”, ho pensato di scrivere questa lettera ai nostri “governanti”. Sarebbe bello se anche altri lo facessero…
di Alberto Statera (pubblicato originariamente dal quotidiano La Repubblica, il 3 aprile 2007). <br> “VERSO Pescara. La figlia di Jorio fa le marchette alle Gole di Popoli”, annotava dissacrante il 25 luglio 1972 Ennio Flaiano, pescarese come Gabriele D’Annunzio. Non amava Roma (“Cresce come un cancro”) il secondo “folle” antiretorico della letteratura italiana dopo Leo Longanesi. Leggi il seguito
Il prossimo 5 aprile, a Milano, si terrà la terza edizione della Italian Biotech Law Conference, un evento dedicato al tema “chi possiede la bioinformazione?” L’obiettivo dell’evento è far capire ai “non addetti ai lavori” che cosa sta succedendo nel mondo delle biotecnologie, senza paraocchi o pregiudizi.
Le lettere, e-mail e segnalazioni sullo stato del quartiere 5 sono finite direttamente nel cestino dei destinatari. Il fatto che i tutori dell’ordine e della buona amministrazione della città abbiano “fatto spallucce” è il miglior indice della qualità del rapporto città-amministrazione.
Nulla di nuovo, purtroppo, sotto il sole.
Il divieto di transito c’è, come c’è chi se ne frega bellamente (vigili e cittadini, of course).
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